Recensione: Mobile Suit Z Gundam (TV)

A cura di Jacopo “God87″ Mistè (Anime Asteroid)
  • Titolo originale: Kidou Senshi Z Gundam
  • Numero episodi: 50
  • Disponibilità italiana: edizione italiana a cura di Mediaset ancora inedita in DVD

Mobile Suit Z Gundam - RecensioneEra Spaziale, anno 0087. In seguito a un piano criminoso (narrato in Gundam 0083 STARDUST MEMORY) la fazione militare dei Titans assoggetta la Federazione Terrestre ai suoi voleri, instaurando una dittatura reazionaria per sterminare gli zeoniani.

Si formerà così una fazione ribelle chiamata A.E.U.G. nella quale entrerà a far presto parte Kamille Bidan, giovane civile che, nel corso di un’azione di guerra, si ritroverà nella crew dell vascello Argama, guidato da un recidivo Char Aznable sotto lo pseudonimo di Quattro Vageena

Believing a sign of Zeta

Kamille Bidan - Mobile Suit Z GundamAnno 1985: cinque anni dopo lo spartiacque Mobile Suit Gundam e del successo tardivo coltivato dai suoi tre film riassuntivi, Sunrise costringe Tomino a crearne un sequel. È la genesi di Mobile Suit Z Gundam: LA leggenda, il punto di inizio della più celebre saga fantascientifica nipponica, il più famoso termine di paragone di sempre per qualsiasi serie sci-fi/mecha.

MSN-00100 Hyaku-Shiki - Mobile Suit Z GundamQuello che porta fin da subito a ipotizzarlo è la strabiliante cura tecnica del prodotto, mantenuta senza calo alcuno per i 50 lunghi episodi che lo compongono. Le animazioni generali sono ai livelli dei migliori OVA e fanno risaltare al massimo il bellissimo e cupo tratto pittorico di un Yoshikazu Yasuhiko all’apice della sua forma espressiva, designer di uno dei più giganteschi cast mai visti. Stesso discorso per le realistiche movenze dei mecha, che nel design di Fujita, Okawara, Kondo e Nagano trovano una bellezza estetica estrema: i noti artisti si sono sbizzarriti nel creare un colossale esercito di robot splendidi, dettagliati e variegati e dalle mille forme, epocale passo in avanti rispetto a quelli semplicistici della prima serie (non mancano neppure quelli trasformabili, a testimoniare ancora una volta il successo epocale di Macross). La colonna sonora, per la prima volta nella saga, inizia a essere composta da un buon numero di temi di grande qualità, epici e dalle reminiscenze starwarsiane, e infine la regia dettagliata e meticolosa di Tomino, da kolossal, (e che non si rivedrà mai più nella sua filmografia, se non nel mediocre e recente The Wings of Rean), amalgama il tutto, consegnando alla Storia diverse delle più avvincenti, epiche e sontuose scene di puro cinema “animato” mai viste.

Il lato oscuro di Gundam

Four Murasame - Mobile Suit Z GundamAltro tratto caratteristico della serie sono le atmosfere: fino a quel momento, tolto Ideon (dello stesso Tomino), mai s’era visto nulla di così tetro e angoscioso. Già dal primo episodio lo spettatore viene buttato di peso in una storia tesa che della violenza e del dramma fa le sue bandiere portanti, vista la nonchalance con cui Tomino uccide milioni di persone per mezzo di armi nucleari, gas asfissianti su civili et similia (in certe sequenze spaventose si capisce bene quanto l’orrore della Seconda Guerra Mondiale abbia influito sulla generazione del regista). È nello svolgimento dell’intricatissimo corpus narrativo che il mito di Z deve parzialmente venire ridimensionato.

Entrando nell’atmosfera

Quattro Vageena - Mobile Suit Z GundamIl cult di Tomino è ambizioso a livelli inarrivabili, forse troppo. La trama, che discorre di più e più fazioni in guerra, tradimenti, intrighi politici, identità celate e ogni genere di twist importantissimi e morti ogni due per tre, e che vanta un cast praticamente immenso (un’ottantina di personaggi, sia nuovi che provenienti dalla prima serie), non riesce a reggere il gioco fino alla fine. Il regista cerca di dare a tutti i personaggi una caratterizzazione forte e un ruolo importante, ma gestire un gruppo simile è impresa quasi impossibile e infatti, inevitabilmente, gli attori se ne vanno più di una volta per conto loro, addirittura quasi abbandonati per esigenze di spazio (Tomino stesso ammetterà che la serie gli è sfuggita di mano). Questo si nota particolarmente nella figura di quelle personalità che nel corso della serie cambiano bandiera: il loro voltafaccia è importante e coerente, ma non si riesce a illustrare bene cosa li ha portati a farlo. Stesso dicasi per l’alto numero di storie sentimentali, importanti all’economia della storia ma mancanti di adeguato spazio per essere completamente sviluppate.

Solcando i cieli dell’animazione

Il soggetto di Z Gundam è davvero troppo ambizioso, ed è questo il vero neo che impedisce all’opera di raggiungere l’eccellenza. Per una storia così articolata e lunga, 50 episodi non bastano. Il solo soggetto principale, se sviluppato con dovizia di particolari, ne meriterebbe almeno altri 10 o 20. Vedere Z Gundam vuol dire visionare una trentina di episodi eccellenti e ben condotti e, a seguire, altri venti densissimi come non mai di rivelazioni e colpi di scena, troppi.

MSZ-006 Zeta Gundam - Mobile Suit Z GundamAlla fine lo spettatore si riterrà comunque appagato da una storia così potente sorretta da un comparto tecnico/visivo sfavillante, ma non potrà non pensare che, scritto meglio e con qualche personaggio in meno, Z Gundam sarebbe potuto essere uno dei più grandi capolavori di sempre. Visione comunque imprescindibile, anche solo per il carisma della storia, il celebre finale, i superbi chara/mecha, la seconda leggendaria opening Mizu no Hoshi e Ai wo Komete e il pantheon di personaggi indimenticabili (lo scazzoso Kamille, l’irriducibile rivale Jerid Messa, il carismatico Char, la bella e grintosa Emma Sheen, l’affascinante e combattiva Haman Karn…). Un dovere morale attendere ansiosamente un’edizione italiana in DVD, sperando che Dynit riesca ad acquistare il doppiaggio italiano di Mediaset.

Pro

  • Trama intricata e ambiziosa…
  • Regia, animazioni e aspetto grafico sontuosi
  • Diversi personaggi indimenticabili

Contro

  • …forse troppo ambiziosa
  • Cast non ottimamente gestito
  • 50 episodi non sufficienti a raccontare compiutamente la trama
Mobile Suit Z Gundam: L'esito finale (di God87)
Voto: 4 su 5www.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.com
Pietra miliare della fantascienza robotica da un lato, rappresentante perfetto della cura grafica anni 80 dall'altro, Z Gundam è, insieme a Layzner, il capolavoro per eccellenza del genere mecha anni 80. Talmente ambizioso da, a detta di Tomino, essere parzialmente sfuggito di mano allo staff, pur con alcuni problemi strutturali rimane una visione imprescindibile per i fan, il Gundam più carismatico e col cast più memorabile dell'intera saga.

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