Recensione: Mobile Suit Gundam SEED (TV)

A cura di Jacopo “God87″ Mistè (Anime Asteroid)
  • Titolo originale: Kidou Senshi Gundam SEED
  • Numero episodi: 50 + 1
  • Disponibilità italiana: fansub a cura di StarSubber

Mobile Suit Gundam SEED - RecensioneCosmic Era, anno 71. Una sanguinosa guerra combattuta tra natural (esseri umani) e coordinator (individui geneticamente modificati) insanguina la Terra e le sue colonie. Un giorno una squadra di Z.A.F.T. (l’esercito dei coordinator), guidata dal misterioso Raww Le Klueze, organizzerà un sanguinoso raid nella colonia spaziale di Heliopolis, neutrale sulla carta ma in realtà al servizio del nemico come centro di costruzione di Gundam, mecha militari in grado di cambiare le sorti del conflitto. La battaglia porterà Raww e la sua squadra a catturare ben quattro prototipi, mentre il quinto, lo Strike, finirà per caso nelle mani di un civile, Kira Yamato. Il ragazzo, unico capace di guidare il potente mecha dopo averne riprogrammato il sistema operativo, si unirà successivamente all’equipaggio dell’Archangel, nave da guerra dell’Alleanza Terrestre, che inizierà un lungo viaggio dalla distrutta Heliopolis per raggiungere il quartier generale sulla Terra…

Il suo nome è Gundam

Kira Yamato - Mobile Suit Gundam SEEDIl 2002 sarà un anno molto speciale per Sunrise. Il pesante insuccesso commerciale di ∀ Gundam, diretto l’anno prima da Tomino, li convincerà a tentare per l’ennesima volta un reboot della saga, rovinando in primis la poesia di quello che doveva essere il Gundam conclusivo della serie (almeno nelle intenzioni del suo creatore), e cercando nuovamente la hit per fare presa sulle generazioni che non hanno potuto vivere le serie gundamiche classiche degli anni ’80. Dopo quasi un decennio di tentativi falliti (escluso Wing, almeno commercialmente, ma tralasciamolo per riguardi della decenza) arriva finalmente il successo: Gundam SEED, tra i Sunrise più spiccatamente commerciali di sempre, ma anche tra i più epici e riusciti Gundam mai usciti dallo studio.

Tutta un’altra musica

Aile Strike Gundam - Mobile Suit Gundam SEEDAl di là, infatti, delle vistose, bieche aspirazioni commerciali di cui più avanti accennerò, Gundam SEED è un’autentica gemma, figlia di un grande staff: arrivano a regia e sceneggiatura Mitsuo Fukuda e sua moglie Chiaki Morosawa, freschi dal successo dell’ottimo Gear Fighter Dendoh; al mecha il consueto Okawara coadiuvato dal più appariscente Kimitoshi Yamane, e sopratutto ai disegni Hisashi Hirai il cui tratto moderno, basico e colorato lo aveva reso famoso qualche anno prima con Infinite Ryvius e s-CRY-ed. Completa il quadro il compositore Toshihiko Sahashi, qui alla sua prova del nove e realizzatore di una colonna sonora eccezionale, epica e orchestrale che si avvicina moltissimo, per solennità, al John Williams di Star Wars. Una squadra di assoluto valore, che con un budget da blockbuster potrà permettersi ottime animazioni, un’estetica grafica mozzafiato e sopratutto la collaborazione, inedita e mai vista prima, di un nutrito numero di artisti J-Pop, tutti di grande popolarità in madrepatria: T.M.Revolution, See-Saw e la qui debuttante Nami Tamaki. Già ai tempi di Gundam Wing si era tentata la strada di coniugare anime e music business, ma è solo con SEED che la prassi si consoliderà coinvolgendo successivamente un po’ tutti gli studios animati: arriviamo qui a ben sette sigle e innumerevoli insert song che faranno la fortuna dei gruppi coinvolti quando saranno tutte messe in vendita come singoli, creando le condizioni affinchè il successo di una serie animata porti di riflesso a quello dei cantanti.

Amuro vola ancora?

Freedom Gundam - Mobile Suit Gundam SEEDMeriti produttivi e storici a parte, Gundam SEED è essenzialmente una rilettura, molto user friendly e improntata sullo spettacolo, del primo, indimenticabile Mobile Suit Gundam. Inizia in modo quasi identico e per le prime trenta puntate lo segue pedissequamente, presentando così tanti déjà vu che in molti finiranno col reputarlo un remake (essenzialmente le vicissitudini di Kira Yamato ricalcano le stesse di Amuro Ray, si troverà invischiato nelle stesse situazioni e conoscerà personaggi il cui ruolo rispecchia quello dei protagonisti della serie del ’79). Fortunatamente nella parte finale della storia SEED prenderà una strada diversa, sviluppando in modo inedito l’arrivo di Amuro nella base federale di Jaburo e scomodando cambi di bandiera, doppiogiochismo, diserzioni, esperimenti di ingegneria genetica e super-soldati, per arrivare infine a una battaglia finale dove le forze in campo non saranno più solo due.

Athrun Zala - Mobile Suit Gundam SEEDEsclusa la trattazione, un po’ accennata, a razzismo e terrorismo, i temi, ovviamente, sono gli stessi dell’originale di Tomino e proposti senza la sua autorialità: la maturazione del protagonista attraverso l’esperienza di perdere i cari in battaglia; la guerra vista come conflitto di ideali dove muoiono patrioti e vigliacchi da una parte e dall’altra; superiori privi di scrupoli che sacrificano i loro sottoposti come carne da macello… Una miriade di cliché, tralaltro infarciti, da parte di una sceneggiatrice donna, di numerose sottotrame sentimentali e vacue frecciatine shonen ai (tra Kira e Athrun, suo amico d’infanzia che sta nella fazione nemica) per compiacere un pubblico femminile, in una narrazione estremamente lineare e “facilotta”, sì, ma sufficientemente coinvolgente da far passare in secondo piano l’uso di stereotipi: galvanizzato da combattimenti spettacolari, musiche trascinanti e personaggi carismatici, lo spettatore può anche passare sopra all’originalità non certo urlata di Gundam SEED.

FINAL-PHASE

Mwu La Fllaga - Mobile Suit Gundam SEEDUn pochino peggio la sua elevata patina commerciale. Passi l’esagerato numero di unità robotiche, messe lì più per vetrina per Gunpla più per reali esigenze narrative, ma a volte si nota come regista e sceneggiatrice si lascino prendere un po’ troppo la mano con colpi di scena ricercati a ogni costo. Come, quando per esigenze di spettacolarità o per tappare buchi di sceneggiatura, fanno tornare in vita personaggi creduti morti senza fornire alcuna spiegazione sul come sono sopravissuti: genialate che fanno storcere il naso e che risultano fastidiose, portando danno alla drammaticità e verosimiglianza dell’opera. Fortunatamente non sono troppo indigeste e non influenzano troppo il giudizio finale, fortemente avvalorato da un finale incredibilmente epico e gratificante, anche se rappresentano, ahinoi, un assaggio delle trashate del successivo SEED DESTINY che per queste risulterà molto meno salvabile. Fastidiosi anche i recap, i consueti episodi riassuntivi messi lì per far tirare il fiato allo staff durante la trasmissione della serie, che portano il finale a risultare un pò affrettato: togliendo quelli si avrebbe avuto più spazio per renderlo completo (fortunatamente c’è un extra, chiamato AFTER-PHASE e incluso nell’ultimo dvd della serie, che altri non è che un epilogo che spiega un po’ cos’è successo dopo lo scontro finale).

Nulla di troppo grave, ma sottigliezze che impediscono un voto completo a una superba serie robotica che ha l’indubbio merito di tenere col fiato sospeso lo spettatore per tutta la sua lunga durata e che fa rivivere, per davvero, i fasti della grandissima saga di Star Wars a cui Gundam fin dalle origini traeva evidente ispirazione.

Pro

  • Grandi musiche
  • Grande estetica
  • Personaggi carismatici
  • Rilettura spettacolare di Mobile Suit Gundam

Contro

  • Regia impersonale
  • Vari recap che spezzano la narrazione
  • Twist e colpi di scena talvolta grossolani
  • Ha un sequel
Mobile Suit Gundam SEED: L'esito finale (di God87)
Voto: 4 su 5www.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.com
Macchina commerciale? Sì. Il Gundam di Tomino era più artistico? Certo. Eppure Gundam SEED nella sua sboroneria, nella sua regia impersonale votata alla spettacolarità e nella sua colorata patina for everyone convince a fondo, risultando a merito un successo mostruoso in tutto il mondo che adempie al compito di avvicinare alla fede gundamica gli spettatori occasionali, addirittura una grossa parte di pubblico femminile. Alcuni grideranno all'eresia, altri che l'Era Spaziale era tutt'altra cosa, e via così... schiamazzi che lasciano il tempo che trovano. Forse veri, forse no, ma a prescindere dalla sua facileria Gundam SEED è un anime completo e di qualità, must sia per novizi che per fan di vecchia data. Nulla di epocale, ma dannatamente appassionante, al punto che proprio in questo momento in Giappone sta venendo ritrasmesso nella cosidetta edizione HD Remaster, con brani musicali riarrangiati e numerevoli migliorie grafiche.

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