Recensione: Mobile Suit Gundam (TV)

A cura di Jacopo “God87″ Mistè (Anime Asteroid)
  • Titolo originale: Kidou Senshi Gundam
  • Numero episodi: 43 (42 nell’edizione italiana)
  • Disponibilità italiana: DVD Dynit

Mobile Suit Gundam - RecensioneEra Spaziale, fine anno 0079. È passato un anno da quando Side 3, la colonia spaziale più lontana della Terra, dopo essersi ribattezzata Principato di Zeon ha iniziato una guerra d’indipendenza contro la Federazione Terrestre. Zeon sembra ormai sul punto di vincere il conflitto grazie alla superiorità tecnologica in termini bellici, ma qualcosa sta per cambiare: su Side 7 i federali hanno posto le ultime speranze di vittoria sul Mobile Suit Gundam, potente prototipo mecha da combattimento. Attaccata dalle forze di Zeon sulla colonia, la Federazione affida il Gundam al civile Amuro Ray e all’equipaggio militare della Base Bianca, che avrà così compito di scortare il rivoluzionario robot fino al quartier generale di Jaburo. Il loro viaggio sarà, però, irto di ostacoli e di battaglie, sopratutto contro l’asso di Zeon, il misterioso Char Aznable, la Cometa Rossa.

Le origini del mito

RX-78-2 Gundam - Mobile Suit GundamQuando, nelle recensioni, si giunge al momento di descrivere e commentare un capolavoro, trovare le parole giuste è sempre arduo. Se questo lavoro è anche una pietra miliare, che determina una svolta epocale non solo nel suo genere ma anche nel modo intero di concepire e fare animazione… be’, allora la sola supponenza di poter rendere con semplici parole un’opera simile diviene proprio ridicola, oltre che impossibile.

Mobile Suit Gundam è, essenzialmente, il più importante anime di sempre in quanto il più rivoluzionario della Storia.

Prima di Gundam, ogni serie animata di qualsiasi genere era a struttura episodica e raramente si permetteva il lusso di più di due puntate legate tra loro. Con Gundam, le 43 puntate (42 nelle versioni internazionali, compresa quella italiana, per volontà del regista Tomino che disconosce ufficialmente la 15) sono in perenne continuity, costruendo, tassello dopo tassello, l’intero mosaico, e nessun episodio può essere pienamente apprezzato senza aver visto gli altri.

Gundam! Let’s get real!

Amuro Ray - Mobile Suit GundamPrima di Gundam, il genere robotico viveva di quello che, con l’avvento di quest’opera, verrà ribattezzato il periodo dei Super Robot. Super Robot ossia i robottoni dai look tanto più spettacolari quanto inverosimili, equipaggiati con super armi e che, negli anni pre-Gundam, si affrontavano secondo il consueto canovaccio narrativo del “mostro della settimana”. Con Gundam si crea invece l’idea del robot realistico o Real Robot, semplice arma di guerra prodotta in serie dai militari, che non ha nessuna superiorità “divina” e che, come tutti i macchinari, può rompersi quando la sceneggiatura lo richiede e, all’occorrenza, venire pure distrutto o rimpiazzato da un altro. Il Mobile Suit è tutt’altro che imbattibile, necessita di ampie riparazioni dopo ogni scontro e proprio in virtù di questo è a volte inservibile. Pura teoria, certo (alla fine gli unici mecha realistici in Gundam saranno le unità-tipo di Zeon, gli Zaku: il Gundam risulterà essenzialmente invincibile ai fini di trama, e lo schema narrativo un classico “monster of the week” mascherato), ma che getterà le importanti basi per il pieno sviluppo di questa nuova concezione robotica (bisognerà attendere Armored Trooper Votoms di Ryousuke Takahashi in tal senso).

Universal Century

Prima di Gundam, nessuna serie aveva mai creato un intero universo immaginario (se si esclude, in ambito cinematografico, il primo Star Wars uscito solo due anni prima) con la sua coerenza e le sue regole: non si era mai sentito parlare di gigantesche colonie orbitanti nel sistema solare, di particelle Minovsky capaci di disturbare gli impulsi dei radar, né di eserciti dotati di personali rituali politici o di numerose date storiche disseminate durante una gigantesca era temporale.

Char Aznable - Mobile Suit GundamPrima di Gundam, ogni storia di combattimenti, di qualsiasi genere fosse, verteva su di un gruppo definito di protagonisti buoni che affrontavano i cattivi. Con Gundam viviamo un realistico conflitto armato tra due potenze, in una guerra dove ogni fazione ha i suoi eroi e i suoi vigliacchi, dove i soldati si combattono e si uccidono in virtù dei propri ideali e della propria ideologia. Un mondo, quello di Gundam, dove non esiste né il buono perfetto né il cattivo perfetto, ma tutti si scontrano in quella zona grigia, a metà tra bene e male, dove si uccide per non essere uccisi. L’odissea della White Base nel suo viaggio dallo spazio alla Terra sarà un susseguirsi di battaglie e di esperienze tragiche: l’intero equipaggio di giovani civili (improvvisatisi soldati) forzerà i tempi della sua maturazione ad adulti stando perennemente a contatto con la morte, con la distruzione e con la disciplina militare.

Ma Gundam è anche un’accurata trasposizione, sia nei rituali (i discorsi simil-nazisti dei gerarchi di Zeon) che nelle tattiche di guerra, della Seconda Guerra Mondiale; un inno alla pace e alla comprensione tra individui (il più classico dei temi tominiani, ribadito in buona parte delle altre opere del regista), una feroce critica al militarismo. Anche spogliato delle connotazioni politiche e sociali ha molto da dire, merito di una storia che, pur semplice, lineare e piena di artifizi letterari degni di un romanzo d’appendice (l’antieroe Char, emulo della celebre Maschera di Ferro francese), è magistralmente sceneggiata e risulta avvincente anche per un pubblico odierno, a una distanza di oltre 30 anni dalla trasmissione originale.

Sayla Mass - Mobile Suit GundamInfine, Gundam può ben vantarsi del suo comparto tecnico, ottimo ieri come oggi, e del suo espressivo e definito chara, frutto del tratto adulto e spiccatamente realistico di Yoshikazu Yasuhiko. Merita menzione anche la colonna sonora di Watanabe e Matsuyama, puro stile anni 70, capace di concedersi alcuni brani epici e marziali veramente accattivanti.

Se si vuole cercare il pelo nell’uovo si può dire che la chiusura anticipata della serie all’epoca (dovevano essere 52 episodi, ma alla fine per questione di share si arrivò a 43) rende le ultime grandi battaglie finali un pò troppo sintetiche e affrettate, così come l’importantissimo concetto narrativo dei Newtype viene affrontato superficialmente, ma questo vorrebbe dire essere ingiusti con quello che rimane un capolavoro che ha cambiato tutto (e in ogni caso ci pensano i tre film riassuntivi a rendere giustizia).

Mobile Suit Gundam è una visione imprescindibile per chiunque.

Memoria storica

Una tragedia la storia di Gundam in Italia. L’anime fu trasmesso illegalmente nei primi anni 80 con doppiaggio e adattamento disastrosi, seguito dalla pubblicazione pirata degli anime comic di Gundam F91 da parte della rivista Japan Magazine. Questo porterà Sunrise a indignarsi così tanto da punirci con un vero e proprio embargo dei suoi prodotti robotici, che durerà addirittura vent’anni. La situazione si sbloccherà molto lentamente, arrivando solo in tempi recenti a una completa “riappacificazione” tra le parti: nel 2001 mediaset acquisterà così l’alternate universe Gundam Wing, e nel 2004 Mobile Suit Gundam e il suo seguito Z Gundam. Per l’occasione Tomino imporrà alla prima serie un ridoppiaggio con un cast di alto livello da lui stesso scelto (tra i nomi, anche Luca Ward): paradossalmente, pur fedelissimo all’originale, questo nuovo doppiaggio presenta, purtroppo come spesso accade, voci svogliate e poco convincenti ed è per questo che consiglio, per usufruire nel miglior modo possibile di Mobile Suit Gundam, l’audio giapponese con sottotitoli.

Pro

  • La rivoluzione che cambierà per sempre il modo di concepire gli anime
  • La base teorica del Real Robot
  • Storia e personaggi memorabili
  • Comparto tecnico e grafico all’avanguardia

Contro

  • Ultimi episodi realizzati in maniera affrettata
Mobile Suit Gundam: L'esito finale (di God87)
Voto: 5 su 5www.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.comwww.dyerware.com
Insieme alla prima serie di Macross, Gundam è la serie robotica che sconvolgerà non solo il genere d'appartenenza, ma anche l'intera animazione tout court. Visione imprescindibile anche solo per i suoi forti meriti storici, ha la fortuna di appartenere anche a quel nutrito gruppo di opere che risultano straordinarie viste in qualsiasi epoca: capolavoro.

3 risposte a Recensione: Mobile Suit Gundam (TV)

  1. LockonStratos scrive:

    Devo dire gran bella recensione, semplice ed esaustiva. Mobile Suit Gundam è per me ancora un concetto particolare… L’ho seguito tutto con audio inglese e probabilmente non ho potuto apprezzare alcuni aspetti dell’anime che andrebbero invece carpiti… Ricordo invece con piacere la prima serie di Macross, sembra strano ma quella la vidi all’epoca mentre invece quella di Gundam la guardai per la prima volta solo qualche mese fa (anche perchè quando uscì 0079 io non ero ancora nato XD). Quando finii la prima serie di Macross ricordo che provavo una sensazione di tristezza mista ad soddisfazione, mi era piaciuta davvero tanto… Sono felice tutt’ora di ritrovare quei sentimenti attraverso tutte le varie timeline di Gundam, che è diventato ufficialmente il mio caposaldo nel settore di anime e manga, mai una serie di anime mi aveva preso così fin’ora.

  2. Gundamax scrive:

    Complimenti per la recensione. Hai proprio colto l’essenza di Gundam; ricordo proprio quando la vidi all’epoca il notevole impatto che mi fece passare dai vari Goldrake, Mazinga ed i vari robottoni “indistruttibili” ad un nuovo modo di concepire un cartone animato robotico decisamente piu’ maturo.
    Gundam e’ sicuramente il capostipite degli anime dedicati ad un pubblico di non solo bambini. Voto 5/5 anche per me.

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